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CIAO MICHAEL

 

Le Democratiche di Perugia esprimono viva soddisfazione per la nomina in Giunta comunale di ben quattro donne – di cui due elette nella lista del Pd – oltre che per la sensibilità dimostrata dal Sindaco Boccali verso le politiche di genere, testimoniata dall’importanza delle deleghe affidate alle Assessore del Pd (l’Urbanistica a Valeria Cardinali, l’Ambiente a Lorena Pesaresi) e dalla creazione di una specifica delega in Esecutivo dedicata alle Pari Opportunità, di cui si occuperà Pesaresi.
Le donne sono una grande risorsa per la vita politica dell’Italia e possono davvero fare la differenza. Il grado di civiltà di un Paese si misura anche dalla presenza femminile nei luoghi della rappresentanza e in questo senso oggi Perugia fa un ulteriore passo avanti. La nomina di quattro Assessore donne, inoltre, gratifica e premia l’impegno messo in campo da tutte le donne del Partito Democratico in campagna elettorale. Impegno che ha portato in primo luogo alla composizione di una lista condivisa, competitiva e davvero rappresentativa della società cittadina e dell’universo femminile e, in secondo luogo, all’elezione di ben sei consigliere comunali donne del Pd, che ora si troveranno in prima linea nel difficile ma affascinante compito di amministrare la città di Perugia. Le Democratiche di Perugia fanno i migliori auguri di un buon lavoro al Sindaco Wladimiro Boccali e a tutte le donne elette al Comune di Perugia e nominate nella Giunta comunale.

CATIUSCIA MARINI

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Lettera indirizzata al Segretario, Giacomo Leonelli e al Sindaco Wladimiro Boccali e p.c. al Segretario Alberto Stramaccioni e alla Segretaria Maria Pia Bruscolotti

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Si è riunita lunedì 15 Giugno 2009, allo scopo di discutere e analizzare il risultato del voto del 6 e 7 Giugno e di comunicare impegni e appuntamenti per le prossime settimane, l’Assemblea delle Democratiche di Perugia.

Le Democratiche di Perugia hanno espresso preoccupazione per la crescente disaffezione dei cittadini verso le istituzioni europee per la mancanza di un vero modello culturale che si è chiaramente esplicitata nel voto al parlamento europeo del 6 e 7 giugno scorso. Preoccupante è il dato dell’affluenza al voto che raggiunge il minimo storico con il 43,39%, ma soprattutto l’arretramento delle socialdemocrazie in tutta Europa e la vittoria dei partiti conservatori e di destra, quando non di estrema destra e xenofobi.

Come Pd e come Democratiche ci impegneremo per un’Europa che sia sempre più dei cittadini, in cui prevalga una cultura politica positiva e dove siano universalmente condivisi i valori dell’accoglienza e della tolleranza. Per questo vediamo con favore la nascita dell’ASDE, l’Alleanza dei socialisti e dei democratici, di cui faranno parte gli eletti del Pd. Un’alleanza che consentirà di favorire la costruzione anche negli altri Paesi europei una prospettiva di centrosinistra.

Anche in Umbria il dato evidenza la difficoltà del centrosinistra e del Partito Democratico a livello locale. Infatti il Pdl, seppur per appena due punti percentuali, diventa il primo partito.

In questo contesto, dunque, non possiamo che esprimere rammarico per la mancata elezione di Catiuscia Marini al Parlamento europeo, nonostante il grande impegno profuso in campagna elettorale e l’ottimo risultato raggiunto (quasi 64mila preferenze), che è risultata prima dei non eletti. Il nostro auspicio è che Catiuscia Marini rientri al più presto in Parlamento perché riteniamo indispensabile che l’Umbria abbia di nuovo il proprio rappresentante in Europa.

Esprimiamo soddisfazione per il buon risultato conseguito dal centrosinistra alle elezioni provinciali e per l’elezione di Marco Vinicio Guasticchi alla presidenza della Provincia di Perugia. Però non possiamo non sottolineare che alle due candidate perugine in Consiglio Provinciale sono stati affidati collegi nei quali storicamente il centro sinistra non ha mai eletto e, alle fine, come facilmente prevedibile, nessuna donna è risultata eletta a Perugia.

Per questo motivo ci sembra doveroso rivendicare uno spazio in Giunta per Ornella Bellini, donna di riconosciuta esperienza politica e amministrativa che per altro si è distinta per tenacia e impegno in campagna elettorale, conquistando consensi e consentendo al Pd di ottenere un buon risultato.

Guardando al dato regionale relativo alle elezioni comunali, anche se il Pd ha eletto 11 donne a Sindaco (tra le quali la Segretaria regionale Maria Pia Bruscolotti alla quale inviamo i migliori auguri di buon lavoro), perde punti e arretra in tutta l’Umbria: Comuni importanti come Montefalco e Torgiano passano al centrodestra e città come Bastia, Gualdo Tadino, Marsciano, Spoleto, Orvieto e Terni, tradizionalmente di centrosinistra, sono al ballottaggio. Questa emorragia di consensi non può che suscitare una forte preoccupazione.

A Perugia un Pd unito e una larga coalizione di centro sinistra ha consentito la vittoria al primo turno del candidato a Sindaco, Wladimiro Boccali. Merito dell’impegno e delle energie messe in campo da tutto il Partito di Perugia, a cominciare dai Circoli, dai dirigenti e da tutti i candidati in Consiglio Comunale. Merito anche del percorso lineare e unitario intrapreso per l’individuazione del candidato sindaco, di una buona anche se difficile campagna elettorale, della rappresentatività della lista proposta, dalla quale ben 5 donne sono state elette in Consiglio Comunale.

Ora come Democratiche di Perugia dovremmo dare seguito agli impegni presi in campagna elettorale e lavorare affinché il Comune di Perugia istituisca il Bilancio di Genere e adotti la Carta Europea per l’uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale, che fissi le priorità, le azioni e le risorse necessarie alla sua realizzazione. Inoltre ci impegneremo affinché anche l’Umbria abbia una legge contro la violenza sulle donne.

Per quanto riguarda il governo della città come Democratiche di Perugia ci impegneremo affinché nella Giunta del Comune possano essere presenti almeno due donne del PD e venga assegnata ad un Assessore la delega alle Pari Opportunità. Inoltre, chiediamo che vengano istituite una Commissione consiliare permanente Diritti e Pari Opportunità e la Consulta Femminile Comunale.

Nelle prossime settimane ci occuperemo della costruzione del Partito Democratico a partire dai territori, lavorando insieme e con spirito di squadra. In particolare, ci impegneremo nella promozione e nella produzione di iniziativa politica (anche in occasione delle Feste del Pd) sulle politiche di genere e sulle pari opportunità, nella raccolta di firme per la legge sull’Occupazione femminile promossa dal PD nazionale, oltre che portare il nostro contributo alla Legge elettorale regionale, in discussione in Consiglio Regionale.

Auspichiamo, infine, che in autunno si tenga il Congresso del PD che, ovviamente, ci vedrà impegnate e vigili affinché negli organismi dirigenti venga garantita quella pari rappresentanza di genere, contenuta nello Statuto nazionale.

Le Democratiche di Perugia

GRAZIE

Le Democratiche di Perugia ringraziano tutti coloro che nei giorni immediatamente successivi al terremoto che ha colpito l’Aquila e l’Abruzzo hanno voluto contribuire alla raccolta di materiali di prima necessità per le popolazioni colpite.

D’intesa con la Protezione Civile dell’Umbria che è impegnata in prima linea, sin dai primi giorni, negli interventi di aiuto e di assistenza alle persone nelle aree colpite dal sisma, abbiamo realizzato una significativa raccolta di vari prodotti (utili per igiene personale, materiale scolastico e pannolini per bambini).

Seppur concentrata in tre giorni, la raccolta è stata molto significativa perché ci ha permesso di consegnare alcuni quintali di materiale che sono stati affidati ai campi di Paganica (frazione della città dell’Aquila) nei quali operano il personale della Regione Umbria unitamente ai volontari e al personale della Protezione Civile di molti Comuni umbri.

Vogliamo ringraziare in modo particolare la generosità di tantissimi nostri concittadini che con immediata disponibilità hanno donato il materiale richiesto; ad essi si sono unite alcune attività commerciali, farmacie, aziende e supermercati che ci hanno permesso di raccogliere un consistente quantitativo di prodotti.

Abbiamo provveduto a consegnare direttamente quanto raccolto presso il centro di deposito nella frazione di Paganica allestito dalla Protezione Civile  in modo da soddisfare le esigenze delle persone e dei bambini che attualmente vivono nei campi di accoglienza. E con l’ausilio di alcuni volontari abbiamo provveduto alla consegna nella mattina di lunedì 13 aprile.

Ci sembra doveroso ringraziare te e tutti coloro che con disponibilità e grande generosità hanno permesso questa importante raccolta. 

Grazie a tutti.

Catiuscia Marini (Europarlamentare) – Stefania Fiorucci (Coordinatrice donne PD di Perugia) – Tiziana Capaldini (Assessore al Comune di Perugia) – Claudia Travicelli (Consigliere comunale di Assisi)

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“La crisi economica che ha investito l’Europa pone un obiettivo di archiviare al più presto l’ideologia che l’ha sorretta, ovvero quella di mercati in grado di autoregolarsi e di una globalizzazione all’insegna delle disuguaglianze e dell’assenza di regole.

La crisi ha dimostrato l’importanza, di fronte ad un mondo sempre più complesso, incerto ed imprevedibile, di avere una ‘casa europea’. Senza una forte integrazione ed una moneta unica l’impatto della crisi sulle nostre società ed economie sarebbe stato ben più drammatico. Se si fosse dato ascolto alla destra ostile all’euro e che contrastava l’integrazione, l’Italia si sarebbe trovata in balia della crisi senza interlocutori né mezzi per trovare una risposta coerente”.

Questo è solo un breve stralcio del programma politico del Pd per le prossime elezioni europee del 6 e 7 giugno, presentato oggi alla stampa dal segretario Dario Franceschini.

Il Pd sarà in prima linea per “reimpugnare la bandiera” dell’europeismo. Per il leader del Pd occorre “risvegliare la vocazione europeista degli italiani”. In Italia “è una cosa rara che un partito presenti il programma per le elezioni europee, ma normale all’estero”, ha ricordato. “E’ indubbio che le elezioni abbiano anche un significato politico ma noi vogliamo che restino accesi i riflettori sul tema Europa”.

Per queste ragioni “abbiamo candidato persone che resteranno in Europa” ha ribadito Franceschini e questo dovrà essere “un argomento centrale della campagna elettorale”. “Ci sarà’ un motivo se in nessun altro Paese europeo un capo di governo si presenta per occupare
un posto in cui non resterà. Perché dobbiamo sempre essere anomali nella furbizia e nel trucco?”.

Per il leader del Partito Democratico il concetto di centralità dell’Europa è di fondamentale importanza.”Tra i ragazzi la dimensione è ‘Noi siamo europei’ e non italiani o francesi. Tra i giovani c’è un’identità che è già più avanti”.

”Il mercato – ha concluso Franceschini è molto più veloce delle sue classi dirigenti. Si è fatta un’intera campagna elettorale sull’italianità di Alitalia non capendo che con altre soluzioni saremmo nella prima compagnia europea. Poi però c’è l’orgoglio per operazioni come Fiat-Opel…”.

Questi i punti principali del programma del Pd:

1. Rilanciare la crescita e l’integrazione interna

Quello di cui ha bisogno l’Europa è l’ avvio di una politica europea di investimenti
per lo sviluppo e di un più forte coordinamento delle politiche economiche e delle
misure di stimolo all’economia.

Le vie da percorrere sono le seguenti:

  • l’adozione da parte della Commissione di un documento di programmazione economica e finanziaria;
  • la modifica del Patto di stabilità e di crescita per scorporare dal calcolo del deficit le spese per investimenti in infrastrutture e attività di ricerca (certificati nella loro rilevanza europea dalla Banca Europea degli Investimenti);
  • la revisione e un adeguamento del bilancio comunitario alle sfide che l’Unione deve affrontare: un bilancio che renda possibili investimenti da concentrare nel campo della ricerca, della formazione superiore, dell’innovazione tecnologica;
  • la emissione di titoli del debito pubblico europeo per finanziare grandi investimenti a favore della crescita. L’obiettivo è consentire ai paesi europei ad un tempo il rafforzamento delle infrastrutture materiali e immateriali e l’innalzamento dei livelli di ricerca scientifica e tecnologica in accordo con il perseguimento della Strategia di Lisbona;
  • un forte sistema di regolazione e supervisione finanziaria e bancaria, integrato con la Bce e con gli Enti nazionali, per esercitare un efficace controllo ai vari livelli incluso quello sugli attori finanziari che operano su scala continentale;
  • limiti sulle retribuzioni e sui bonus dei dirigenti in modo che i loro compensi non prescindano dai risultati e nuove regole per prevenire conflitti d’interesse.


2. Nuove politiche redistributive

  • Mettere a regime e rafforzare il Fondo costituito per sostenere i lavoratori e le imprese colpite dalla concorrenza internazionale: è necessario un finanziamento adeguato se si vuole che il Fondo dia un sostegno effettivo e non si riduca ad interventi simbolici.
  • Adottare ammortizzatori sociali universali, del reddito minimo e dei sostegni ai bassi salari. Si tratta di misure di grande attualità e che danno un senso concreto all’Europa sociale.
  • Promuovere politiche comuni per la buona occupazione, specie dei gruppi più deboli sul mercato del lavoro, riducendo le diseguaglianze sociali nei paesi dell’Unione.

3. Un’Europa protagonista della “green economy”

La Comunità europea era nata anche per l’energia, quella spinta iniziale va rinnovata.
Per l’Italia si tratta di recuperare un ritardo accumulato negli anni di governo del centrodestra, che aveva nell’amministrazione Bush l’unico partner occidentale affine in atteggiamenti scettici e persino negazionisti.

La sfida dell’ambiente si incrocia poi in particolare in Italia con quella dell’innovazione
e della qualità, fondamentali per la competitività della nostra economia e vede nella
vitalità delle nostre imprese un’importante strumento.

4. Un’Europa più vicina alle nuove generazioni

Istruzione, innovazione, mobilità sono alla base di una cittadinanza europea attiva. Questo comporta maggiori sostegni per quelle azioni e quei programmi come Erasmus che contribuiscono a creare una cittadinanza europea autentica e vissuta. Erasmus deve diventare obbligatorio in tutte le università.
La mobilità va estesa oltre l’università, sviluppando programmi Erasmus dei funzionari, degli imprenditori, degli insegnanti. Va inoltre promossa nei paesi membri “una educazione civica europea”
perché si impari da piccoli a vivere e riconoscersi come cittadini europei. Importante sarebbe lanciare un programma per un Servizio civile europeo.

5. Un uguaglianza di genere

Aspetto essenziale del programma europeo dei democratici è l’impegno per realizzare l’uguaglianza di genere in Italia e in Europa. Le donne in media guadagnano ancora il 15% in meno degli uomini a parità di lavoro ed è molto più frequente che siano disoccupate, emarginate dal mercato del lavoro per mancanza di posti di lavoro adeguati, o siano impegnate in lavori sottopagati o di basso livello o a tempo parziale.

Proponiamo di creare una Carta europea dei diritti delle donne in tutta l’Unione Europea e per promuovere meccanismi che garantiscano l’uguaglianza di genere in tutti gli aspetti della vita sociale, economica e politica.

6. Contribuire alla definizione di nuove regole della finanza internazionale

Una efficace regolazione pubblica è necessaria per il buon andamento dei mercati finanziari. Quindi nuove regole per:

  • rinsaldare la coerenza della sua azione esterna unificando la rappresentanza delle sue posizioni nelle istituzioni globali, dalle Nazioni Unite, al G8, alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale, fino ad arrivare ad avere una voce unica in molte di queste istituzioni. ndispensabile, in ogni caso, è unificare la rappresentanza internazionale della zona euro;
  • promuovere la ripresa e la conclusione positiva del negoziato multilaterale sul commercio. L’Europa ricaverebbe solo svantaggi da un indebolimento dell’Organizzazione mondiale del commercio e delle sue regole multilaterali.

7. Tutelare il nostro tessuto agricolo

Occorre incrementare il protagonismo internazionale della nostra offerta alimentare. Obiettivo primario è continuare nella valorizzazione del nostro patrimonio di qualità, tradizioni e legami con il territorio. Il Partito democratico è impegnato nella ricerca di soluzioni che preservino e accrescano un patrimonio economico, sociale e ambientale di straordinaria importanza come quello agricolo, anche nell’ottica del processo di partenariato mediterraneo, per fare del Mezzogiorno d’Italia una piattaforma di valorizzazione dell’intera offerta alimentare mediterranea.

8. Governare il fenomeno migratorio

L’immigrazione è una sfida di carattere economico, sociale e culturale di tale portata da richiedere politiche di ampio respiro e soprattutto una gestione comunitaria e non unilaterale della questione.
La cooperazione europea è essenziale per governare il fenomeno migratorio e promuovere una giusta e responsabile politica rispondente ai bisogni economici dell’Europa e rispettosa dei diritti degli immigrati. Una politica che sia percepita dai cittadini come un’opportunità e non una sfida alla loro sicurezza.

L’immigrazione legale e controllata è la più efficiente forma di contrasto all’immigrazione clandestina. La risposta non è nei ghetti o nella xenofobia ma in politiche che combattano severamente l’immigrazione clandestina, il lavoro nero, il traffico di esseri umani e assicurino l’integrazione. Ciò che ha iniziato a fare l’Europa in questo campo va nella direzione giusta ma è ancora troppo poco. Non si può delegare il controllo delle frontiere esterne dell’Unione e la politica degli accordi internazionali (gli strumenti più efficaci) solo agli Stati membri.

  • Occorre una comune politica di controllo delle frontiere esterne dell’Unione e vanno stipulati da parte dell’Unione Europea accordi di cooperazione e riammissione con i paesi extra europei;
  • va impostata una politica di integrazione fondata sul rispetto dei doveri e sul progressivo riconoscimento di diritti di partecipazione, rappresentanza e cittadinanza;
  • va sostenuta una politica comune sull’asilo basata su regole giuste e condivise dai paesi membri dell’Unione per coloro che fuggono da regimi tirannici e da persecuzioni.

9. Contrastare il crimine e il terrorismo

Più sicurezza per i cittadini europei significa anche più cooperazione contro il crimine organizzato e il terrorismo. La libera circolazione dei cittadini europei attraverso il sistema di Schengen è una della più importanti realizzazioni europee: non va rimessa in discussione ma va efficacemente garantita attraverso una più forte cooperazione delle autorità giudiziarie e delle forze di polizia e di sicurezza europee.

La difesa rigida delle competenze nazionali in materia di sicurezza è una forma di miopia che riduce la risposta alla domanda di sicurezza dei cittadini. Ecco perché occorre:

  • consolidare la cooperazione delle forze giudiziarie e di polizia degli stati membri al fine di combattere e prevenire la criminalità organizzata, le minacce alla vita e alle libertà dei cittadini;
  • rafforzare energicamente l’Europol, perché diventi presto una vera e propria Polizia Europea, in grado di contrastare efficacemente le grandi multinazionali del crimine e irrobustire Eurojust e lo spazio giudiziario europeo;
  • individuare, nella lotta terrorismo, che resta una grave minaccia, più efficaci forme di collaborazione tra le intelligence dei Paesi europei, sino ad un coordinamento stabile sul modello di Europol, dove scambiare informazioni, compiere analisi condivise, promuovere iniziative di prevenzione.

10. Dare maggiore consistenza e coerenza all’azione internazionale dell’Unione e costruire una politica di sicurezza e difesa europea

L’Unione europea deve essere sempre di più protagonista nel promuovere la pace, la prevenzione e la risoluzione dei conflitti. Per il nostro paese è essenziale costruire una effettiva Unione euromediterranea basata sui principi di cooperazione e solidarietà regionale.

Far sì che il nuovo multipolarismo rafforzi e non indebolisca la cooperazione. L’Unione europea dovrà aumentare gli sforzi per sradicare la povertà nei paesi in via di sviluppo. La nuova legislatura europea 2009/2014 coincide con il tempo rimanente per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite. Occorre mettere in campo oltre ai programmi di aiuto dell’Unione già esistenti, fonti ulteriori di finanziamento allocando almeno lo 0,7 del prodotto nazionale lordo alla politica di sviluppo e realizzando i programmi in modo più coordinato, efficace e mirato.

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